Come fare il vino rosso: le basi
Prima di passare alle fasi che identificano il processo di vinificazione in rosso è utile soffermarsi sulla tipologia d’uva da utilizzare. Ciò non soltanto perché non tutta l’uva è adatta alla produzione di vino, ma anche perché a vitigni diversi corrisponde un prodotto finale dalle sfumature rosse molto diverse.
Il vino deve infatti essere prodotto da bacche provenienti da vitigni della specie “vitis vinifera” o da altre qualità incrociate con questa vite.
Per quanto riguarda il colore rosso del vino, questo deriva dal processo di lavorazione e macerazione delle uve a bacca rossa. Infatti, le bucce, contenute nel liquido di fermentazione, contengono gli antociani, delle molecole polifenoliche coloranti che, a contatto con il mosto, rilasciano il loro colore.
Le diverse sfumature dei vini rossi dipendono quindi dalla varietà di uva impiegata poiché non tutte le uve possiedono gli stessi antociani ed hanno di conseguenza un diverso potere colorante. Questo è elevato, ad esempio, nel caso di Syrah e Cabernet-Sauvignon ma lo stesso non si può dire di vitigni come Pinot Nero e Grenache. Dalle caratteristiche degli antociani derivano perciò tutte le sfumature tipiche dei vini rossi, dalla tinta granata del Nebbiolo al rubino del Sangiovese.
Anche il metodo di vinificazione ha tuttavia un ruolo importante nella definizione del colore del vino rosso poiché più forte sarà l’estrazione, più intenso sarà il colore finale.
Insomma, senza macerazione non è possibile fare il vino rosso. Questa fase, come vedremo in seguito, è fondamentale per permettere a bucce e vinaccioli, a contatto con il mosto, di rilasciare aromi e colore. Le bucce, d’altro canto, contengono anche i tannini, le molecole che generano quella sensazione di astringenza tipica dei vini rossi.
Ma passiamo ora alle fasi della vinificazione in rosso.