Le fasi della vendemmia
Ecco come funzionano le tre fasi della vendemmia:
1. La raccolta
La raccolta è la prima fase del processo di vendemmia e consiste, appunto, nel prelevare i grappoli che verranno poi sottoposti al processo di vinificazione.
I metodi ad oggi utilizzati per raccogliere gli acini sono due: la vendemmia manuale e quella meccanica.
La vendemmia manuale viene effettuata a mano da operatori che selezionano accuratamente, uno ad uno, i grappoli che non presentano muffe, acini marci o altri difetti, tagliandoli con fobici ad hoc e privandoli delle foglie. Pur essendo una raccolta più costosa rispetto a quella meccanica (è tipica dell’uva sottoposta a spumantizzazione con metodo classico, ad esempio) ha il grande vantaggio di garantire una perfetta selezione dei chicchi d’uva cui qualità si riflette direttamente in quella del vino che se ne ottiene.
La raccolta meccanica prevede invece l’uso di macchine vendemmiatrici che scuotono leggermente il fusto per far cadere i grappoli. Questo metodo di vendemmia offre maggior velocità (e costi minori) ma, naturalmente, un grado di selezione inferiore a quello garantito dall’uomo.
In entrambi i casi, l’uva viene infine adagiata in ceste o cassette della capienza di 15-20kg così da evitare che gli acini si rovinino e si schiaccino durante il trasporto.
2. Pigiatura delle uve
Questa seconda fase di vendemmia consiste nella pigiatura degli acini per ottenere il mosto. Si tratta, insomma, di schiacciare gli acini d’uva per permettere la fuoriuscita del liquido interno che, a questo punto della lavorazione, è costituito all’80% circa da polpa.
Nell’immaginario collettivo, il momento della pigiatura rappresenta una vera e propria festa con danze e risate di donne, uomini e bambini intenti a schiacciare a piedi nudi gli acini raccolti in grandi tini. Tradizionalmente, perciò, l’uva subiva un ulteriore passaggio preventivo, la diraspatura, che prevedeva la separazione degli acini d’uva dai raspi (sebbene ciò non accada nel caso di alcune tipologie di vino che conservano il raspo per favorire la fermentazione e la macerazione).
Ad oggi, ad ogni modo, la pigiatura avviene attraverso l’uso di apposite macchine che pigiano delicatamente l’uva ed eliminano contemporaneamente i raspi: le pigiadiraspatrici.
3. Fermentazione del vino
La terza fase del processo di vinificazione è quella della fermentazione, quel passaggio cioè che permette la trasformazione dell’uva in vino.
La fermentazione, come abbiamo approfondito negli articoli dedicati alla vinificazione in rosso e alla vinificazione in bianco, avviene all’interno di vasche o vinificatori ad una temperatura controllata e compresa tra i 16°C e i 20°C per i vini bianchi, e tra i 25°C e i 30°C per i vini rossi.
All’interno del vinificatore avvengono in realtà due fermentazioni determinanti per la qualità finale del vino. La prima si chiama alcolica, o primaria, ed è il risultato della fermentazione degli zuccheri presenti negli acini; la seconda si chiama invece malolattica e porta il vino a maturazione.
A questo punto, il vino dovrà passare attraverso le ultime fasi di rifermentazione e invecchiamento prima di poter essere filtrato ed imbottigliato.